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  Lagnasco


Per oltre 500 anni è stato il feudo della famiglia Tapparelli di cui furono noti esponenti Massimo d'Azeglio, Roberto ed Emanuele. Il castello di Lagnasco che è stato definito il più importante monumento rinascimentale del Piemonte è oggetto di un'importante processo di restauro e di riqualificazione allo scopo di restituirlo quanto prima alla godibilità collettiva. La cultura del castello e la cultura della frutta caratterizzano questo angolo di Piemonte: una buona terra per buoni frutti!! Lagnasco e' la capitale della frutticultura del saluzzese ed i suoi prodotti, pesche, mele e kiwi, sono esportati e conosciuti in tutto il mondo. I produttori lagnaschesi di frutta, negli ultimi 20 anni, hanno saputo trasformare la loro collocazione professionale da quella di agricoltori a quella di imprenditori agricoli, dotandosi di strumenti e di specialità adeguate. Così Lagnasco è diventato, unico caso in Piemonte, la sede delle due associazioni piemontesi di produttori e di commercianti del prodotto frutticolo, l'Asprofrut e la Lagnasco Group. Attorno alla produzione e commercializzazione della frutta, quasi si trattasse di una galassia in cui tutto o quasi vi ruota attorno, si è sviluppato un fiorente indotto che comprende officine meccaniche, industrie di trasformazione agroalimentare, centri di produzione di imballaggi, aziende di autotrasporti di rilevanza internazionale. Situato a ridosso della sponda sinistra del Varaita ed immerso nei verdi ed ordinati filari della sua campagna, Lagnasco sembra nascondere nell'umile semplicità nostrana della sua gente, tesori di storia e monumenti agli uomini e agli avvenimenti che plasmarono il passato di questo piccolo, ma importante angolo di Piemonte. CURTES DUE SCILICET LUAGNAS ET MIRADOLIS CUM CASIS CAPELLIS... Così si legge in un antico documento, in cui per la prima volta si fa riferimento al territtorio Lagnaschese qui citato con il nome latino LUAGNAS. Si suppone, che verso l'XI secolo un gruppo di Monaci Benedettini venne da Pinerolo a stabilirsi qui per dissodare la terra, fondandovi un Chiostro che fu il punto di partenza attorno a cui si formò il primo nucleo di case. Dall'XI secolo fino al 1322 il terreno di Lagnasco fu protagonista dei vari conflitti fra le famiglie e i Marchesati di quel periodo. L'ultima famiglia ad esercitare il suo dominio nel Lagnaschese fu quella del Marchesato di Saluzzo, che nominò Conte di Lagnasco Gioffredo Tapparelli. Per volere di Benedetto Tapparelli nel ‘400, continuarono i lavori di ampliamento e restauro del Castello, infatti almeno inizialmente non si trattava di un vero e proprio Castello, quanto piuttosto di un fortilizio difensivo. Grazie, quindi, alla rigorosa spinta del Tapparelli si passò da un primo, esiguo nucleo costruttivo ad un più grande complesso. Il castello di levante si presenta con due grandi logge verso l'alto e con due grosse torri quadre ai lati, in una delle quali alloggiò al secondo piano, Carlo Emanuele I, quando nel 1630 fu ospite dei Tapparelli. Il tramonto significa un giorno passato, il castello, simbolo tangibile di tanti anni trascorsi, è la fine di un'epoca, scrigno di arte e cultura irripetibili...

Sito internet: http://www.comune.lagnasco.cn.it/
 
Responsabile: Sacchetto Andrea
E-mail: scrivi un e-mail al responsabile del comune di Lagnasco



Squadra:


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Lagnasco

Responsabili Squadra:
Sacchetto Andrea

Atleti partecipanti: 74


 

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