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Busca |
Gli studiosi sono concordi nell'attribuirne, come molti altri con suffisso ''sca'' o ''sco'' (quali Venasca, Airasca, Brossasco), un'origine celtica o germanica. Busca può essere riferita sia al celtico ''Buxilla'', sia al germanico ''Busch'', al plurale ''Busche'', oppure ”Buschchen”: tutti nomi che indicano un territorio coperto da cespugli, un boschetto.
Pare leggendaria la tesi secondo la quale il nome di Busca si deve al fatto che essa sorse sulle rive del Maira in seguito all’incendio di Antilia (nome mitico di un antico paese posto sulla collina di San Martino) della quale non rimase neppure ''un'esca''.
Il nome compare per la prima volta in un documento datato 6 dicembre 1123.
Nelle campagne della frazione San Martino sono stati rinvenuti reperti che risalgono alla tarda età del Bronzo, secondo millennio a.C.. Una lapide in caratteri Etruschi testimonia che il popolamento della zona non ebbe interruzioni nel corso della storia e che 2000 anni fa sul territorio sorgeva una stazione commerciale etrusca, sulla via di comunicazione fra il Piemonte sud-occidentale e le colonie greche di Nizza e Marsiglia.
Gli scavi compiuti intorno al 1950 hanno portato alla luce una necropoli romana nella zona precollinare e sul monte Pagliano; il territorio infatti era stato colonizzato dai romani della Colonia Julia Augusta, situata nei pressi dell'attuale Centallo, e suddiviso in grandi latifondi tra i possidenti romani, per godere del microclima salubre della collina dove crescevano ulivi e viti. Numerosi reperti di epoca Romana, risalenti ai secoli dal I al III d.C., sono stati trovati alle falde della collina e si trovano nel museo civico di Cuneo o in quello archeologico di Torino.
L’attuale costruzione della Cappella di Madonna del Campaniele fu rifatta nel ‘700 nel sito di quella antichissima, paleocristiana, eretta sul fondo romano di Bebennius. All’esterno è ancora visibile traccia dell’antico muro perimetrale su cui è affrescato un trittico con la Deposizione dei Santi, che rivela lo stile e l’espressività dei fratelli Biazaci di Busca.
La chiesa romanica di S. Martino si trova sul cucuzzolo di un poggio soleggiato. Costruita prima del Mille, possiede una delle facciate più antiche della provincia di Cuneo, giunta ai nostri giorni nelle sue linee originali. Eretta con masselli squadrati di pietra verde-grigia, conserva materiali romani di recupero.
Il portale a tre ghiere e la sovrastante bifora richiamano forme bizantineggianti carolinge. L’interno è stato rifatto, nell’absidiola sinistra restano tracce di dipinti di tipo bizantino e in quella centrale resti di affreschi, purtroppo ridipinti, probabile opera dei fratelli Matteo e Tommaso Biazaci, di Busca, del ‘400.
L’attuale costruzione di S. Quintino risale al 1701. Dalle linee eleganti, presenta un interno luminoso animato da cornici e stucchi: un “gioiellino” di arte campestre.
Volgendo le spalle alla cappella di San Quintino e guardando la collina, abbiamo di fronte il castello del Roccolo immerso nel verde del suo parco. Il sito venne abitato, secondo gli studiosi, già in epoca preistorica.
Il castello deve il suo nome ai “roccoli”, reti qui usate per l’uccellagione. Fu costruito verso il 1831 dal marchese Roberto d’Azeglio, in stile neo-gotico, come palazzo di villeggiatura. Vi sostarono la Regina Margherita e Silvio Pellico, dopo la sua prigionia in Austria. Famose le acque sorgive che alimentano le fontane del parco.
Sito internet: http://www.comune.busca.cn.it/
Responsabile: Gian Franco Ferrero
E-mail:
Squadra:
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Busca |
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Responsabili Squadra:
Ferrero Gian Franco
Atleti partecipanti:
113
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