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Costigliole Saluzzo |
Si pensa che già nell'antichità il luogo fosse sede di un abitato romano nella zona pianeggiante, infatti recenti scavi di sondaggio hanno portato alla luce tracce di un esteso insediamento romano nell'area retrostante il complesso scolastico. Potrebbe trattarsi di una colonia della città romana di Augusta Begiennorum (Benevagienna), non lontano da Fossano.
Una via romana doveva correre verso S.Martino di Busca, dove sono state trovate altre tracce di età romana ed un'altra via proveniva dalla pianura, probabilmente da Augusta Begiennorum, dirigendosi verso la collina.
Quando la civiltà romana pagana fu soppiantata da quella cristiana, si costruirono chiese sugli insediamenti precedenti, o in posizione dominante su di essi, a significare il potere della nuova religione. A Costigliole ne è un esempio la chiesa di Sant'Eusebio, la quale, oggi in stato di completo abbandono, conserva tracce romane.
Tra il 1200 e il 1300 ci fu l'espansione dell'originario nucleo abitativo con la costruzione dell'imponente castello sulle cui rovine in seguito, fu edificato il Castello Reynaudi. Agli inizi dei '400, vi fu un ampliamento urbanistico del borgo con la costruzione della Parrocchia di Santa Maria Maddalena.
Nel 1487 le truppe di Carlo I di Savoia, nel corso delle operazioni contro il Marchese Ludovico II, distrussero tutte le opere di fortificazione di Costigliole, arrecando gravi danni al tessuto urbano.
Tra il 1530 ed il 1536 Costigliole fu ripetutamente occupata e saccheggiata dalle truppe francesi alleate del Marchesato in lotta contro i Savoia.
Negli anni seguenti varie sciagure si abbatterono su Costigliole. Nel 1630 una gravissima epidemia dì peste decimò la popolazione e nel 1691 le truppe francesi, in ritirata da Cuneo, rasero al suolo il paese.
Tra gli edifici che furono costruiti in seguito, sono significativi esempi dell'architettura dell'epoca Palazzo Giriodi di Monastero (attuale Municipio) e Palazzo La Tour.
Il 5 gennaio del '44 i nazifascisti si riversarono su Costigliole e sulla frazione Ceretto con l'intento di reprimere con la violenza il fronte partigiano. Così a Ceretto furono uccisi 27 innocenti per dare una lezione, per far capire alla popolazione del Saluzzese che i nazifascisti erano decisi a non permettere che la Resistenza potesse protendersi verso quella pianura, il cui controllo era assolutamente necessario per mantenere le comunicazioni con Torino.
L'azione ebbe un carattere esclusivamente intimidatorio, dal momento che nella zona l'organizzazione delle bande partigiane era in fase ancora embrionale. Questo avvenimento non fece che maturare sempre di più lo spirito di ribellione della popolazione. La Resistenza coinvolse via via un numero crescente di uomini. Così, prima che con il 25 aprile si giungesse alla Liberazíone finale, vi furono altre vittime. Sulla lapide murata nell'atrio del Municipio, che ricorda i caduti, si contano 40 nomi.
Un interessante e curioso itinerario, per meglio conoscere ed apprezzare l'insieme paesaggistico e storico di Costigliole, può avere inizio dal ponte sul torrente Varaita, la cui costruzione originaria risale alla fine del '700. Da questa posizione si gode di un ampio scorcio panoramico sul borgo: i castelli, la chiesa parrocchiale, la collina. Imboccando quindi Via Monviso, che costeggia il torrente, si raggiunge la località chiamata Mulino, dove ancora oggi è possibile vedere l'antica ruota che alimentava le macine del mulino utilizzando l'acqua di uno dei tanti canali interni che attraversano il paese, ora in massima parte coperti.
Subito dopo il Mulino, immettendosi in Via Piave, si possono notare alcuni elementi caratteristici della zona: è ben visibile, sul fondo la Chiesetta di San Rocco, una delle tante cappelle devozionali di cui Costigliole è ricca. Inoltre, sulla parete di una casa, è possibile ammirare quel che resta di un pregevole ex voto parzialmente deteriorato da insensati interventi sull'edificio.
Affrontando la salita di Via Siccardi, dopo pochi metri, sulla destra,, un'altra via in salita consente di raggiungere Porta Grafiona. E' l'unica superstite delle porte che permettevano l'accesso al borgo vero e proprio. E' la testimonianza più consistente e suggestiva dell'antico sistema difensivo di Costigliole.
Sicuramente Porta Graffiona risale a un periodo non posteriore al XIII' secolo ed è giunta fino a noi in buone condizioni. Tuttavia, oggi necessita di un intervento che ne assicuri perlomeno la stabilità, in quanto si tratta di salvare il monumento più antico di Costigliole.
Anche numerose case che costeggiano questa strada celano nei loro muri resti della fortificazione abbattuta. Proseguendo lungo Via Porta Grafiona, la via più caratteristica del paese, che corre lungo il limite dell'antico borgo ripetendo il corso delle mura di fortificazione distrutte nel 1487, merita attenzione una piccola statua, in origine probabile lapide sepolcrale, che si trova sulla facciata di una casa. Poco più avanti, Via Porta Graffiona regala una suggestiva visione di Costigliole dall'alto.
Sito internet: http://www.costigliolesaluzzo.it/
Responsabile: Nico Villosio
E-mail:
Squadra:
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Costigliole Saluzzo |
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Responsabili Squadra:
Villosio Domenico
Atleti partecipanti:
111
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